venerdì 23 novembre 2012

Noi siamo infinito... nel vero senso della parola

In realtà volevo aspettare a postare questo post, perchè avrei preferito fare un tutt'uno con la recensione del film.
Invece no, perchè il fato ha intralciato i miei piani.
Il film di cui sto parlando è THE PERKS OF BEING A WALLFLOWER, il cui titolo italiano sarà Noi Siamo Infinito.
Parlo al futuro per il semplice fatto che sebbene il film negli Stati Uniti sia uscito già da un paio di mesi, in Italia arriverà tra fine dicembre- inizio gennaio.
Forse. Considerato che l'uscita italiana era stata inizialmente fissata per il 3 ottobre-posticipata al 26 novembre-postposticipata a dicembre, mi ritengo giustificata se, francamente, nutro dei dubbi sull'uscita di gennaio.
Ma d'altra parte, se noi "siamo infinito", un mese in più o un mese in meno, non dovrebbe fare molta differenza.

Anzi, per quanto mi riguarda, ormai vedere il film è un particolare quasi irrilevante: leggendo un articolo sulla prima di Los Angeles, mi sono ritrovata spiattellata davanti agli occhi l'intera trama del film, riassunta in quattro semplici punti e prima che il mio cervelletto riuscisse a razionalizzare il tutto, il finale del film è scorso sotto il mio sguardo in poche accurate parole.
Questo ha generato in me un odio profondo verso i giornalisti incapaci che come minimo dovrebbero imparare il concetto di SPOILER, porco cane, se vogliono scrivere in ambito cinematografico.
Soprattutto se il film non è ancora uscito, miseriaccia!

Dicevo... prima che l'articolista incapace stimolasse in me la voglia malsana di prenderlo a calci, stavo guardando delle foto sulla prima del film, tenutasi a Los Angeles a metà settembre.
Questo è il risultato della mia ricerca:




Il vestito lo trovo bellissimo. Di Giorgio Armani, lungo a balze larghe.
Noto con un certo dispiacere che il colore avorio sta avendo un discreto successo ultimamente.
Poveri noi.
Dunque ripeto, il vestito è bello ma secondo me inadatto a chiunque abbia meno di quarant'anni. Da ciò che mi risulta, Emma Watson ne ha ventidue, quindi sfora di almeno vent'anni.
Emma, santo cielo, stai alla prima di un film che è TOTALMENTE incentrato sulla giovinezza, sull'adolescenza, sul passaggio bambino- adulto e quindi si presume che tu sia stata scelta per la tua giovinezza e freschezza.
E allora perchè? Perchè?
Perchè un vestito con i cristalli, lungo fino ai piedi, Emma, perchè?
Neanche Gina Lollobrigida li porta più, ormai.
Non ti potevi far prestare un abitino da adolescente ribelle da Kristen Stewart? Ne ha talmente tanti che uno adatto a te lo avremmo trovato sicuramente.
Anzi, visto che siamo in ambito, non ci sarebbe stata male neanche una "spettinata" dal parrucchiere personale di Kristen, dato che l'acconciatura a leccata di vacca nun se pò guardà.
Ah, ma ripeto: l'abito è bellissimo.



Eccone n'altra.
In questo caso la situazione è ancora peggio: per lo meno, l'abito di Emma Watson lo trovo solo inadatto alla situazione; questo di Nina Dobrev oltre ad essere inadatto è anche mostruoso.
Coprispalle di pizzo rosso?
Penso che al massimo, ma proprio per essere buona, lo avrei tollerato alla presentazione di Moulin Rouge, tanto per rimanere in tema.
Volgare. Questa è la prima parola che mi viene in mente per descrivere questo vestito.
L'abito è di Reem Acra, di un rosso fragola- pomodoro- Babbo Natale.
Volgare nel pizzo rosso, volgare nella scollatura troppo costretta... No.
Non c'è giustificazione a tutto ciò.
E come se lo sfacelo non fosse già abbastanza devastante, Nina ci ha messo quelle scarpe.
QUELLE-SCARPE.
Va bè, Nina... vuoi essere distrutta, allora.
Quelle scarpe la prossima volta lasciale indossare a tutta nonna e per favore, perfavoreperfavoreperfavore, spendi qualche minuto a farti una pedicure.
A mettere una passata di smalto non ce ne vorranno più di due.

giovedì 22 novembre 2012

Venuto al mondo- PROMOSSO!





L'ho aspettato per mesi.
Con una certa ansia, se devo dire la verità.
Ansia da preoccupazione, non ansia da attesa, badate bene.
Trama complicata, ambientazione complicata, personaggi complicati... mi chiedevo quale sarebbe stato il risultato di un film così strutturalmente complesso.
Considerando gli orrori natalizi che troviamo sotto l'albero ogni anno, penso di essere giustificata se parto prevenuta. Dopo aver visto Natale a Miami\Singapore\Washington\Nuova Deli\Palma di Mallorca\San Marino, sfido a trovare qualcuno che non lo faccia.
E quindi, mi cospargo il capo di cenere e ammetto che anche in questo caso mi aspettavo un grandissimo sfacelo.
Ero già psicologicamente pronta, davvero.
Invece, tenete a mente queste parole perchè non è frequente che io le pronunci, mi sono dovuta ricredere.
Centoventisette minuti e non sentirli.
Centoventisette minuti di amore, morte, dolore e strazio.
E di nuovo amore.

Non avrei mai pensato di dirlo, ma a quanto pare il cinema italiano non è ancora morto.

domenica 18 novembre 2012

RED CARPET- Breaking Dawn, parte 2

No, non sono qui per fare spoiler, tranquilli.
Anche perchè non ho ancora avuto il (si spera) piacere di vederlo questo film.
In ogni caso, avendo letto il libro, so bene che anche se avessi voluto, considerata la trama, c'è poco da spolierare.
Ma non sono qui per fare polemica sulla trama inesistente del libro, quanto piuttosto fare delle riflessioni con voi su quelli che sono stati gli outfits scelti da coloro che sono sicuramente i protagonisti indiscussi della settimana.

Los Angeles, premiere americana dell'ultimo episodio  della saga di Twilight, evento che indiscutibilmente, tra critiche e consensi ha interessato milioni di fan.
Quindi, considerando che nel bene e nel male è un evento che attira gente da tutto il mondo, che produrrà milioni di fotografie, centinaia di articoli... sapendo che miliardi di occhi si poseranno su di voi allora perchè, DI GRAZIA, vi presentate conciati così?



Per un attimo, guardando l'immagine mi sono chiesta se Google non mi avesse rifilato per sbaglio una foto del Carnevale di Rio.
Ma poi, ci ho riflettutto e mi sono resa conto che la situazione è in realtà meno grave di quanto sembri.
Passi il grigio su grigio di Taylor Lautner. Anche se sarebbe più opportuno parlare di grigio su grigio, su grigio (della cinta), su grigio (della cravatta), su grigio (delle scarpe).
Ora, ammetto di essere un pò prevenuta, perchè sicuramente non sono una sostenitrice del tinta su tinta, ma davvero, le scarpe dello stesso colore di tutto il resto non lo posso sopportare.
Perchè le ho analizzate e mi ci giocherei tutto il patrimonio in smalti che possiedo che quelle scarpe sono grigie.
Nel complesso non si può dire che stia male, insomma. L'unica cosa è che mi ricorda mio nonno al matrimonio dei miei genitori e francamente, non so se per lui questo possa essere una cosa tanto positiva.
Kristen Stewart. Diciamo che Kristen ad ogni prima cinematografica riesce sempre a stupirmi.
Negativamente, certo.
Anche stavolta mi ha stupito: ho dovuto trattenere un gridolino di sorpresa quando ho notato che non era fasciata nel solito miniabito pailettato, con i capelli scomposti e l'aria sfatta.
Stavolta aveva un abito lungo.
Ooooh!
Ed era pettinata.
Ooooh!
Che poi ammettiamolo... l'abito è anche bello, di Zuhair Murad, effetto nudo.
Ecco, magari pure troppo nudo. Se si fosse presentata in bikini più o meno la quantità di pelle visibile sarebbe stata la stessa.
Per descrivere questo abito, più che di inserti trasparenti parlerei di inserti NON TRASPARENTI.
Mi sembra che sia più adeguato.
Ah, tra l'altro: per una volta che la pettinano, penso proprio che avrebbero potuto fare uno cavolo di sforzo in più e legarle quei capelli in un'acconciatura non troppo rigida che sdrammatizzasse un pò anche l'abito.

Un'altra che si dovrebbe tagliare i capelli è la Meyer.
Ma dico, perchè certe donne non si rendono conto che la chioma alla Raperonzolo dopo i trent'anni è out?
Non vi ha insegnato niente Marta Marzotto?
Meyer, per cortesia, hai anche il viso tondeggiante, un carrè sulle spalle ti starebbe un amore, perchè non ci fai tutti felici? E anche una frangia non guasterebbe, grazie.
Ora, ho iniziato con i capelli perchè sul vestito ci starebbero così tante cose da dire che potrei rimanere qui fino al trentennale di Twilight.
Ma come ti è venuto in mente? Ma che è?
Te lo hanno prestato i Volturi quel completo?
No, scherzi a parte, io mi chiedo sinceramente come si faccia a scegliere una cosa del genere. E se non lo ha deciso lei, come hanno potuto farle una cosa simile?
Meyer, ma io dico: fai tanto la giovane sprint con i capelli lunghi e al vento e poi mi ti presenti con una casacca nera che anche Morticia Addams esiterebbe ad indossare.
Inguardabile.
Inguardabile la casacca, con quel cinturone senza senso sulla vita.
Inguardabile la fantasia della gonna, modello Prozia. Da parte di madre.
Inguardabile il colore: siamo alla Premiere del tuo ultimo film... e prendiamocelo con un abito memorabile il momento di gloria, no?
E dulcis in fundo, la chicca.
Rob, parliamoci chiaro: so che è quasi Natale e che siamo in tempo di crisi, ma riciclare l'abito da elfo di Babbo Natale mi sembra un tantino esagerato.
Ma che è, di plastica?
Ma poi che colore di merda è?



Sì, lo so bene che questo è l'inverno del "verde sottobosco- foresta-giungla di Tarzan", ma nulla toglie che faccia comunque cagare. In più, non so se sia una mia impressione ma mi sembra che Pattinson ultimamente abbia perso un pò della sua verve.
Quindi, il minimo indispensabile che mi pare gli occora è una decina di lampade e una bella dormita.
E anche una denuncia al suo parrucchiere non guasterebbe.

Insomma, gira e rigira, quella che ne esce meglio, secondo me, in questa premiere è proprio Kristen Stewart.
Non so se vi è chiara la gravità della situazione.

giovedì 8 novembre 2012

The new elegance

Nel Settecento, nulla era più elegante di un viso pulito, naturale, classico, evocativo della pura bellezza greca.
Nel periodo barocco, l'eleganza si ritrova nella capacità di gestire gli sfavillanti balli borghesi.
Con l'avvento del Novecento, l'eleganza si rinviene nella sinuosità di una camminata su un tappeto rosso, in un aggrazziato passo di Twist, in un'acconciatura, in un gioiello non ostentato.
E quindi mi chiedo... dove sta l'eleganza nel 2012?
Cosa è elegante, se i visi naturali non esistono più?
Se i giri di Twist si sono trasformati in danze forsennate su un cubo, se le passerelle hollywoodiane sono diventate una gara a chi esce meglio nelle foto, se le raffinate acconciature degli anni venti hanno lasciato il posto alle creste viola, se i gioielli sono utilizzati nel più pacchiano dei modi?

Facendo un resoconto mentale, mi sono davvero impegnata a cercarla questa eleganza.
E l'ho trovata, cosa credete.
Noi, signori del ventunesimo secolo, l'eleganza ce la mangiamo.
Sì, sì. Avete capito bene.
Forse è perchè l'eleganza non la ritroviamo più in quelle che sono state da sempre le pietre miliari della bellezza, e quindi sentiamo il bisogno di aggiungere un tocco di eleganza alla nostra quotidianità, scegliendo altre vie.
E cosa ci lega alla quotidianità più del cibo?



Probabilmente è proprio perchè in questo momento storico, tra crisi economiche e sociali, che la ricerca della bellezza e dell'eleganza vera è giustamente passata in secondo piano.
Ma restano le piccole cose.



E non so voi, ma a me bere un thè con le amiche in una bella tazza, ricevere un pasticcino al posto di un fiore, fare colazione con un cupcake fa stare bene.
Non sarà il massimo della "chiccheria".
Ma è sicuramente un dolce balsamo per l'anima.
E forse per ora va bene così.

mercoledì 7 novembre 2012

The Wedding Party...senza wedding.

Erano mesi che lo aspettavo.
Sapevo di lui ancora prima che il suo titolo venisse tradotto in italiano.
Avendo una fissazione malsana per tutto ciò che ha a che fare con matrimoni, feste di fidanzamento, abiti da sposa, cerimonie, confetti e fiori bianchi, non ho potuto fare a meno di aspettare in modo imbarazzantemente impaziente l'uscita del film The Wedding Party- Un matrimonio con sorpresa.
Naturalmente, essendo un'esperta, ero ben consapevole del fatto che questo film sarebbe stato un degno membro della C.I.A. (commedia idiota americana).
E difatti, vi assicuro che non ha deluso le aspettative -che comunque non erano particolarmente alte.

Innanzitutto, la lettura di questo post, da questo momento in poi, è riservata solo a coloro che hanno già visto il film o che non hanno alcuna intenzione di vederlo, perchè potreste imbattervi in informazioni spoilereggianti.
Lettori avvisati, mezzi salvati.
Dunque, la prima cosa che ho pensato alla fine del film è stata questa: "Il trailer mi ha fregato".
Guardando il minuto e mezzo di trailer, infatti, avevo avuto l'impressione che la trama sarebbe stata più o meno così: trio di amiche, capeggiate da leader bionda un pò stronzetta, decide di rovinare il matrimonio di una loro compagna di liceo, un pò più cicciottella e meno Miss delle altre tre, per avuto l'ardire di fidanzarsi prima della suddetta leader bionda stronzetta.
Bè...NON E' COSI'!
In realtà sembra quasi che la bionda stronza (leggermente sociopatica e con manie di controllo) sia l'unica ad impegnarsi affinchè il matrimonio non vada a rotoli. In uno stato  di momentanea incapacità di intendere e di volere le tre ragazze, vittime innoceeeeenti degli effetti rallegranti del troppo champagne, strappano il vestito della sposa: da lì l'odissea per cercare di riparare il danno.

Per sintetizzare la mia opinione sul film, vi lascio quelle che sono state, sul momento, le mie impressioni.

1) Kristen Dunst è perfetta per la parte della snob altolocata con la puzza sotto al naso.
Non c'è niente da fare, questo suo talento è innegabile: dalla spocchiosità della Emily di Piccole Donne, all'altezzosa antipatia del suo personaggio in Mona Lisa Smile, per arrivare al ruolo di damigella in The Wedding Party, si capisce che questo carattere che le hanno cucito addosso non le sta affatto male.
Francamente, non so se sia una cosa positiva.

2) Isla Fisher for President.

3) Le spose americane, da quello che emerge dai film, si dovrebbero preoccupare più dell'abito (che puntualmente fa pietà: nel caso in questione il vestito è qualcosa di semplicemente aberrante) che di tutte le sciocchezze di contorno.
Vedi la "cena di prova".
Ora qualcuno mi spieghi qual è il senso della CENA DI PROVA.
A che cavolo serva? Che devi "provare" il giorno prima del matrimonio?
Devi imparare come si usano le posate? Da che verso bisogna iniziare ad usarle?
Questi Americani non li capirò mai.

4) Nel soggiorno della casa della sarta che proverà a ricucire il vestito c'è un quadro uguale a quello che hanno i miei nonni in cucina.
Giuro.
E la cosa mi ha lasciato abbastanza sotto shock.

5) O forse non so se uno shock maggiore me lo abbia procurato l'improvvisa apparizione di un'attrice che sulle prime mi è sembrata familiare e che poi ho capito si trattava della ragazza che in Gossip Girl interpreta Lola-Charlie-nipote di Lily-o come volete chiamarla.
Lo shock è dovuto al fatto che nella sua apparizione di 28 secondi, pronuncia più parole (circa sette) di quante ne abbia dette in una intera stagione di Gossip Girl.

6) Già non sono tollerabile otto-nove damigelle.
Se poi sono pure vestite color crema-avorio-bianco sporco e simili... non agigiungo altro.

7) Qualcuno mi dica come fare per avere i capelli di Isla Fisher.

Insomma, il film per quanto riguarda la trama non è il massimo dell'originalità, ma non si può negare che ci siano alcune scene divertenti.
Ma dopotutto, si tratta pur sempre di una C.I.A. ... cosa mi aspettavo?


sabato 3 novembre 2012

Aspettando Dicembre




Mese nuovo, vita nuova.
Mi sono sempre chiesta perchè mai i buoni propositi debbano essere riservati solo all'anno nuovo.
E visto che Novembre è essenzialmente un mese inutile, quale migliore occasione per una lista di necessari to do?
Chissene frega di Novembre quando tra trenta giorni avremo Dicembre?
Allegria natalizia, Panettoni, decorazioni e luci, chilate di glitter dorato OVUNQUE, cenoni, tombolate con gli amici, vacanze natalizie, outifts nuovi e giustidicati, Mariah Carey che canta Jigle Bells Rock a tutte le ore del giorno...insomma, devo continuare?
Date queste premesse, ho deciso di far diventare Novembre un mese socialmente utile, ponendomi alcuni obblighi buoni propositi che vedrò di rispettare quanto meglio posso (sì, sto mettendo le mani avanti!).



1) Il cambio di stagione definitivo.
Sì perchè ormai mi tocca arrendermi al freddo: tirare fuori pullover, golfini e simili uno-alla-volta non serve più. Non so da voi, ma qui da me c'è già un maledetto freddo che stordisce, che fa rabbrividire, che intorpidisce la faccia.
Lo adoro.
Adoro questa parte dell'anno, adoro stringermi attorno uno sciarpone di lana, indossare i miei amati cappelli, sentire la morbidosità dei golfini di cashmire sulla pelle.
Sono deviata, lo so.
Ma se toccasse a me scegliere se avere dodici mesi di freddo o dodici di caldo, cari amanti dell'estate sareste fottuti.

                       


2) Preparare il mio organismo ad accogliere tutti i grassi saturi, tossine e quant'altro per le Feste del prossimo mese. Siccome non sono una sprovveduta (...e siccome mi sono riportata da Londra una quantità di confezioni di thè e tisane che sarebbe sufficiente ad abbeverare tutti gli animali del Circo Orfei per una dozzina di anni), ritengo che sarebbe una buona abitudine bere almeno una tisana al giorno... ho scoperto che il thè verde stimola il metabolismo, che quindi brucia calorie più velocemente.
Vabbbbbbbbbbè.
Fingete di crederci almeno.



                   

3) Montgomery o non Montgomerty, questo è il problema.
Ogni anno, per lo meno io che mi destreggio tra due città, mi trovo davanti ad una scelta: acquistare un piumino, lungo, imbottito, di quelli che fanno calore solo a guardarli ma che spesso ti fanno sembrare la sorella dell'Omino Michelin, oppure concedersi un cappotto, decisamente più leggero, ma decisamente più freddo?
Insomma, devo decidere se stare al caldo o fare la figa.
E mi pare un dilemma indistricabile.
(Detto tra noi, ho già deciso che prenderò il cappotto. In realtà l'ho anche scelto: nero, bottoni classici a forma di corno, PennyBlack. Già lo amo).



                

4) Scarpe. la scelta più difficile dell'autunno riguarda le scarpe.
Passino gli stivali.
Passino le ballerine.
Le scarpe sono sempre un dilemma.
Cosa comprare prima?
Un tronchetto?
Modello sneakers?
O quelle con il cinturino che questo inverno sono destinate a spopolare?
Magari un paio con la zeppa?
E degli stivalitti con la pelliccetta ne vogliamo parlare?


               

5) Attendere i due grandissimi appuntamenti cinematografici... Venuto al Mondo, sul romanzo della Mazzantini e Breaking Down-parte due.
Le mie speranze in questo campo sono due: in primis, mi auguro fortemente che Venuto al Mondo mi faccia un effetto migliore di quello che ho avuto leggendo il libro, perchè a me i romanzi della Mazzantini sono sempre piaciuti e quindi trovo inaccettabile che questo non mi abbia fatto la stessa impressione. Spero di recuperare con il film.
Riguardo Breaking Down... ho buttato nel ***** nove euro (sì, nove euro, non mi sto sbagliando) per vedere il primo e l'ho passato contando i secondi che mi separavano dalla fine. L'unica cosa che mi ha tenuto ferma è stata la maxi porzione di pop-corn. CIOVVUOLDIRE che come minimo la seconda parte dovrà valere la bellezza di diciotto euro... francamente, la vedo dura.
Ma dopotutto, la speranza è l'ultima a morire.



Le immagini non sono mie, sono state prese da internet.

mercoledì 31 ottobre 2012

BLOG AWARD: the winner is...


BUONGIORNO E FELICE HALLOWEEN A TUTTI!!

Come vi ho anticipato qualche giorno fa, questo blog ha avuto l'immenserrimo piacere di vincere il premio intitolato "I RICORDI", conferitogli da Maritè (http://glamourmarite.blogspot.it/), che per questo si merita una valanga di abbracci e caramelle...(dopotutto è Halloween).



Ecco le regole:

- Nominare la creatrice del premio
---> http://themakeupworldofalittlefairy.blogspot.it/

- Inserire il banner

- Nominare 5 blogger

- Scrivere i primi 3 ricordi felici della vostra vita.

Indipercui, ora tocca a me premiare cinque blogger.
Le mie vincitrici sono loro...

#ViviConVivi (http://viviconvivi.blogspot.it/)
Per l'attenzione e la cura che dedica ad ogni post.

#Don't call me fashion blogger (http://www.dontcallmefashionblogger.com/)
Per la costanza nei post e l'originalità di ogni scelta.

#Elegance of luxury (http://eleganceofluxury.blogspot.it/)
Perchè è sempre un piacere leggere i suoi posts.

#Beauty Watchers (http://beautywatchers.blogspot.it/)
Perchè ha sempre ottime proposte e ottimi consigli.

#Live, Read, Love (http://livereadlove.blogspot.it/)
Perchè i suoi posts li leggo sempre con il sorriso sulle labbra.

I miei primi tre ricordi felici:

# Le serate trascorse insieme all'intera famiglia (nonni, bisnonni, zii, cugini, fratelli, genitori...!), quando insieme preparavamo frittelle per tutti.
 
#L'arrivo di Babbo Natale la notte della Vigilia.
 
#I miei amici.


Dunque... a quanto pare il mio dovere l'ho fatto e con grande piacere!
Un abbraccio sssssstregato a voi,

Martinilla


lunedì 29 ottobre 2012

Emmy Award e l'esplosione del giallo



 

No, non è un'illusione ottica.
Anche io quando ho visto per la prima volta questa immagine ci ho pensato, ma poi mi sono resa conto che, sfortunatamente, è tutto reale.
E mentre le mie pupille cercavano di adattarsi all'aura luminosa che questi abiti emanano, tentando di abituare la vista a tutta questa giallosità, il mio cervellino ha elaborato due tristi conclusioni:
- il limite tra "fantastico!" e "ridicolo!" non esiste;
- l'originalità e la scontatezza sono in pratica la stessa cosa.
Vediamo perchè.
 
Per quanto riguarda il primo punto, la confutazione della tesi è semplice. Provate a guardare ogni singolo abito e ditemi se riuscite ad evitare di emettere un invidioso "fantastico!" ad almeno uno di essi.
Impossibile.
Sono tutte fastidiosamente perfette.
Tutte fastidiosamente longilinee.
Tutte fastidiosamente luminose.
Tutte fastidiosamente gialle.
Cioè, guardando la foto, mi sono chiesta come sia stato possibile che non si siano vestiti tutti di giallo.
Perchè non iniziamo a vestirci tutti di giallo? Se l'effetto è questo, perchè non lo facciamo?
Bingo.
Perchè nel giro di un nanosecondo, il commento passerebbe da "fantastico!" a "ridicolo".
Per i comuni mortali il giallo è OUT. Il giallo è la criptonite del glamour, l'Anticristo della moda.
Se io mi infilassi uno a caso dei cinque vestiti di qui sopra, sembrerei la copia invecchiata di Lisa Simpson. Con gli occhiali, per giunta.
Per cui io mi limito a guardare il giallo da dietro lo schermo del mio adorato pc.
Mi limito ad invidiare costoro, abitanti del pianeta Hollywood, che possono permettersi un fottutissimo abito a sirena giallo evidenziatore continuando a sembrare magre come grissini.
E magari mi limito a mandarle silenziosamente a  quel paese.
 
Secondo punto, seconda tesi.
Vi solo una cosa: queste foto sono state fatte alla premiazione degli Emmy Awards 2012.
Ciò significa che sono state riprese dalla stessa serata.
Dallo stessa festa.
Dalla stessa ora.
Chiaro il concetto? Per evitare confusioni, lo rendo ancora più esplicito: agli Emmy 2012, sei sssssstars si sono presentate tutte ricoperte di giallo.
IN-SEI!
Ora, secondo voi, qual è l'obiettivo principale di una donna che decide di partecipare ad una delle premiazioni internazionali più famose della televisione?
Secondo me, è quello di attirare l'attenzione, di distinguersi per l'originalità, di essere ammirate per l'audacia della scelta.
Ma ora mi chiedo... dove cacchio sta l'originalità se SEI PERSONE hanno avuto la stessa idea?
Cacchio, io mi sento in imbarazzo quando mi ritrovo ad una cena e un'altra (stronza!) ha il mio stesso modello di jeans, figuratevi ritrovarsi con non una, ma sei, meravigliose (stronze!) che hanno tutte un appariscentissimo abito giallo canarino.
A quel punto, il premio originalità va a farsi benedire, lasciando il posto alla scontatezza più assoluta.
E ad un sano rodimento di ****!


Comunicazione di servizio!
Sono supermegastrafelice di comunicarvi che questo blog ha vinto il premio Blog Award: I Ricordi, conferitomi da Maritè (http://glamourmarite.blogspot.it/) che io ringrazio infinitissimamente!
Le regole prevedono che ora sia io a nominare cinque vincitrici... per sapere chi sono, rimanete sintonizzate!

venerdì 26 ottobre 2012

Palline di caviale...smaltate. Pupa Bubbles.

Esattamente ieri, ho capito di avere una strana forma di allergia- poca tolleranza- relativa sopportazione verso l'abonorme e sempre in crescita categoria delle cose inutili
Forse non ce ne rendiamo conto, ma le nostre case pullulano di oggetti che non servono ad un emerito cavolo, oggetti che per puro sbaglio hanno trovato collocazione su una mensola, su una libreria o più probabimente che sono stati sbattuti e risucchiati da cassetti o scatole, rubando spazio a ninnoli e ad altre stronzatelle che invece potrebbero avere una loro utilità sociale.
Invece no.
Un momento di sacra e necessaria nullafacenza, mi ha portato a questa conclusione: siamo circondati da cose inutili.
Inutili come lo scrub per i piedi.
Inutili come lo smalto amaro per evitare di mangiarsi le unghie (tutti quelli che conosco che lo hanno usato, mi hanno garantito che con questo smalto le unghie sono ancora più appetitose. Che schifo.).
I ciottoli Thun, il cui numero sulla mensola del soggiorno di mia madre cresce in modo esponenziale. Penso che i Thun siano il corrispondente dei conigli nel mondo animale.
Come gli ombretti gialli.
Come i cleenex dal profumo balsamico. Io quando ho il raffreddore non riesco a sentire neanche l'odore appestante del baccalà fritto della Vigilia di Natale, figurarsi quello balsamico di quei fazzolettini che di balsamico hanno solo la scritta sulla confezione.
Inutili come il perenne broncio di Kristen Stewart, come un libro a casa di renzo Bossi, come ferri da maglia nella maxibag di LadyGaga.
E mentre facevo queste considerazioni, bazzicando sul web, ho letto di un'importante anticipazione che, all'inizio, mi ha subito entusiasmata.
Si tratta di questo.
 
 

 
 
 
Carine, vero?
Chi ne ha già sentito parlare saprà che si tratta del nuovissimo smalto Bubbles di Pupa.
Non si trova ancora in commercio, la vendita è prevista da Novembre.
Ora io, che sono una patita degli smalti e di tutto ciò che ha a che fare con la manicure, nel momento in cui ho visto questa immagine sono letteralmente entrata in brodo di giuggiole.
Lo smalto a palline deve essere mio.
Perchè alla fine di questo si tratta: la caviar manicur, la cui moda sembra essere scoppiata da poco, consiste nella decorazione delle unghie attraverso minuscole palline.
Uno smalto che lascia uno strato di minuscole perline, figo no?
No.
Perchè qui casa l'asino.
La confezione in questione comprende due boccette: una contiente lo smalto di base, l'altro è un laptop.
MOMENTO!
Quindi questo cosa significa? Che le palline dovranno essere applicate manualmente? Una-alla-volta?
Io che non ho la pazienza di aspettare i quaranta secondi necessari a far asciugare un comunissimo smalto dovrei mettermi ad attaccare le palline una alla volta, come fosse un mosaico smaltato?
Stiamo scherzando?
Io spero che Pupa abbia una soluzione alternativa ed è proprio in virtù di questa speranza che voglio concedere a questo prodotto il beneficio del dubbio.
Dalle anticipazioni, infatti, non sono riuscita a capire se la tecnica della caviar manicur sia quella che ho dedotto io, oppure se esiste una qualche tecnica semplificativa che la Pupa ci rivelerà a tempo debito.
 
Mi auguro che sia così.
Anche perchè, altrimenti, non vedo perchè spendere tredici euro circa per delle palline decorative che un qualsiasi negozio di cinesi vende a cinquanta centesimi.
Attendo l'illuminazione.
 
Nel frattempo vi lascio gli altri colori.
Perchè se anche Pupa Bubbles potrebbe rivelarsi una potenziale inutilità, l'effetto finale è piuttosto simpatico.
 
 
 
 
 
 
 
 
 


martedì 23 ottobre 2012

Palloncini, borse e Custo.

Che delusione.
Che delusione abnorme.
Vi spiego. Oggi ho partecipato alla riapertura di un negozio Carpisa della mia città.
Moltro strategicamente, i proprietari hanno deciso di far coincidere la riapertura per il rinnovo del locale con la presentazione della nuova collezione Carpisa, nata dalla collaborazione con Custo Barcelona.
Premetto che a me lo stile di Custo non piace.
Troppi colori, troppo stampato, troppo eccentrico.
E allora che te frega se la collezione non è stata il massimo? vi starete chiedento.
E' perchè è una questione di principio, santa pazienza.
Secondo me Carpisa è un marchio che ha guadagnato con gli anni, che è partito zero, con borse che facevano cagare (bonjour finesse!) per arrivare ad un livello più elevato, con modelli che certamente non sono l'apice della bellezza ma che sicuramente sono al passo con i tempi.
E comprabili a prezzi umani, soprattutto.
Custo non sarà tra i miei marchi preferiti, ma resta comunque un gran nome.
E da un gran nome io mi aspetto borse spettacolari, borse che mi facciano venir voglia di acquistarle, borse che non mi stancherei mai di guardare.
Tutto fumo e niente arrosto: hanno pubblicizzato la riapertura del negozio per settimane, tutti ci eravamo preparati alla grande presentazione della collezioneconCusto! urlato ai quattro venti per giorni, all'inaugurazione c'erano palloncini a centinaia, giocolieri neanche fosse stata la festa patronale, animatore con tanto di microfono, buffet (stranamente pure ben fornito)... e poi che ti trovo?
Un misero scaffaletto con quattro borse che Custo, a mio avviso, non sanno neanche chi è.
Davvero io non ho parole.
Io spero che sia stata una (pessima) scelta dei nuovi proprietari e che questa pessima scelta sia dovuta al loro pessimo gusto nel fare gli ordini.
 
Niente, ci devo pensare.
Non so ancora se questa collezione mi convince in pieno.
Vedremo.
 
 

martedì 16 ottobre 2012

Ballerine: vade retro!

Allora, mettiamolo subito in chiaro: io non sono una sostenitrice delle ballerine, essenzialmente per cinque buoni motivi:
1) Fanno male. Ora non venite a dirmi che voi avete trovato delle ballerine comode, perchè tanto non ci credo. E seppure fosse, sarebbero l'eccezione che conferma la regola. Di solito accade questo: le vedete in vetrina, vi piacciono (perchè poi, le ballerine sono diaboliche anche in questo: sotto la luce quasi divina del negozio sembrano così graziose, così raffinate, così luminose che, davvero, come potrebbero fare male?) , entrate, le provate, vi stanno un amore e le acquistate.
E questo è l'inizio del peggio.
Perchè la prima volta che le indosserete, rimpiangerete di essere uscite quel giorno, di essere passate davanti a quel negozio e di aver spostato lo sguardo su quella vetrina. Rimpiangerete di essere nate, proprio.
 
2) Non si ammorbidiscono. Non devo essere certo io a dirlo...ma qual è il primo pensiero quando il dolore causato dalle nuovissime ballerine al nostro tallone va a sollecitare le nostre terminazioni nervose?
"E' perchè sono nuove. Presto si ammorbidiranno".
Povere illuse. Non contano anni di pratica provata, non conta il fatto che ci abbiamo sbattuto la testa decine di volte, noi ostinate-indossatrice-di-ballerine continueremo imperterrite a sostenere l'insensato principio secondo il quale la distruzione dei nostri malcapitati piedi sia un passaggio obbligatorio per arrivare alla tanto ambita comodità.
Comodità che, per inciso, raramente arriva. 
 
3) Mozzano la gamba. Altra sacrosanta verità: o la gamba è lunga un metro e settanta, oppure l'effetto mozzamento, seguito a ruota dell'ispessimento del ginocchio, non ce lo toglie nessuno.
 
4) Non sono interscambiabili. Ciò significa che nel momento preciso in cui le indossi, loro si deformano, prendendo immediatamente la forma del piede (in questo modo, l'effetto trappola mortale è ancora migliore). E quindi le ballerine di una ragazza che ha la pianta del piede un pò più larga, non potranno essere certo indossate da una che ha il piede leggermente più sfinato. E dunque la domanda è: a cosa servono le amiche se non possiamo scambiarci le scarpe? Appunto.
 
5) Distruggono lo smalto. Ora, questo è un principio su cui mi interrogo da anni e a cui non sono mai riuscita a dare una spiegazione. Ma è un dato di fatto che una pedicure accurata viene distrutta nel giro di pochi minuti di passeggiata con le ballerine.
Probabilmente questo è nient'altro che il frutto della vendetta delle ballerine per tutte le imprecazione che rivolgo loro ogni volta che le indosso. Come se le ulteriori sevizie che mi infliggono non bastassero.
 
Ma d'altra parte, com'è quel detto?
Per essere belle bisogna soffrire.
Quindi, sapendo bene che questo principio è legge, considerando che le ballerine sono diventate un must negli ultimi anni e tenendo a mente che la bellezza di una scarpa è direttamente proporzionale al dolore che sono in grado di infliggere, durante un'accurata sezione di shopping ne ho acquistate un paio moderatamente carine e quindi moderatamente dolorose.
Ammetto che il motivo che mi ha spinto a comprarle è stato il rivestimento in plastica (ho un debole per le stronzate, si), con l'esterno di un tessuto simile al velluto; in parole povere non sono altro che l'equivalente invernale delle ballerine totalmente plastificate che spopolano dalla scorsa estate e che secondo me sono qualcosa di abominevole.
Ah, la commessa ha tenuto a precisare- circa sette volte- che sono anche profumate.
Profumano, capite?
Motivo principale che, ammetto, mi ha spinto a comprarle (perchè quella faccia? Ve l'ho detto che ho un debole per le stronzate).
Anche se, devo confessare, anche il marchio glitterato stampato all'interno ha avuto un ruolo importante nella decisione. 
Che volete farci: questione di priorità!
Mel

 
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lunedì 15 ottobre 2012

Peplum o non peplum: this is the problem

E' dall'anno scorso che mi interrogo su di loro.
Si vedono ovunque, in tulle le vetrine, in tutti gli stand, in tutti gli scaffali, in tutti i cataloghi, su tutti gli anoressici manichini di Zara.
Tranne che addosso alle persone.
Non credo di aver mai visto gli ormai celeberrimi (ogni tanto mi impegno ad usare termini altolocati anche io) Peplum Dress (o meglio conosciuti, secondo il principio parlacomemangi, tubini con la balza).
E' dall'anno scorso che Zara ed H&M ci ripropongono questi modelli a bizzeffe.
Non posso dire che non mi piacciano, purtuttavia, li trovo più adatti alla stagione fredda (Zara, amore mio, con un tubino damascato, a luglio a Roma, mi uccidi, miseriaccia!).
Che poi ho notato che,ormai, una delle regole basilari del look da matrimonio è questa: Zara + tubino.
Ora, io ho frequentato il liceo classico, sono sempre stata una pippa in matematica ma in questo caso la soluzione dell'equazione è abbastanza elementare: se Zara propone venticinque modelli di tubino con la balza (tutti rigorosamente uguali), significa che il settantacinque% delle invitate   under quaranta andrà al  matrimonio con il sacrosanto tubino- con la balza- NERO, perchè tanto non ce ne frega niente che Zara ha proposto venticinque colori, l'unica cosa che conta è evitare di ritrovarsi con il vestito macchiato dalle ascelle piangenti, nel bel mezzo dell'aperitivo, sotto il sole friggineuroni delle due e mezza del tredici agosto.
Ah, ovviamente il venticinque% rimanente non indosserà il suddetto tubino mica per una diabolica previsione o per un'intelligente,  consapevole scelta, giammai! Non lo indosserà semplicemente per non sembrare una balenottera spiaggiata, perchè diciamocelo: il pregio del modello peplum è quello di "equilibrare" il fisico di una ragazza che ha pochi fianchi. La balza è posizionata poco sotto al punto vita, quindi da una parte valorizza i fianchi inesistenti di chi lo sta indossando, dall'altra favorisce l'effetto "vitino d'ape".
Eccola qua la fregatura, è proprio qui, palese e chiara: se una persona è leggermente più larga di fianchi, indossando un peplum nero, sarà facilmente confondibile con una foca monaca, a mio modesto avviso.
Ma non si può comunque negare che l'idea in sè sia stata piuttosto vincente: adottata dalle vips più glamour e inculcata abilmente e stretegicamente nelle scelte di noi compratrici, il modello peplum si sta facendo strada a suon di broccato nei nostri armadi. E il successone è dimostrato anche dal fatto che ai pelum dress sono seguiti a ruota i peplum top (che non sono altro che top con la balza all'altezza della vita- in questo caso sento di aver rubato il mestiere a Capitan Ovvio) o peplum skirt (c'è bisogno che traduca?).
Insomma, nun se scappa.
 
 
Zara
 
 
 
Ah, la chicca: adesso addirittura si trovano in commercio le balze staccabili, da applicare a piacimento su una gonna.
Vi prego.
Quanto tempo dovrò attendere prima di incontrare  una persona che si è appiccicata una balza di velluto nero su una gonna di jeans?
Non molto, me lo sento.
 

venerdì 21 settembre 2012

IN&OUT: autunno 2012

Colori caldi, colori che abbracciano il bourdeaux, rosso mattone, verde bottiglia, arancio scuro.
Accettabile il giallo ocra.
E' la stessa natura a consigliarvi i colori IN dell'autunno. Dovete solo guardarvi intorno.








OUT: smalti dai colori psichedelici. A malapena li tollero in estate, figuriamoci in autunno.




Niente tacchi a spillo: l'autunno di quest'anno vuole tacchi a tronchetto, cinturino alla caviglia e zeppe. Tante zeppe.
Decisamente comode. Decisamente IN.



Le calze velate meriterebbero un OUT grande come il diamantazzo che sfoggia al dito Brooke Forrester.
Che poi non ho mai capito il senso di questi collant. Oltre a quello di invecchiarti di venticinque anni.

IN: ricopritevi di tessuti scamosciati dalla testa ai piedi. Ovviamente, non tutto insieme. E' stato superfluo aggiungerlo, vero? Di Pocahontas ne conosciamo già una. Direi che basta.

Pantaloni bianchi, tee bianche, pantacollant bianchi (per le intrepide che hanno avuto addirittura il coraggio di acquistarli. Non voglio sapere se li avete pure indossati. Non-ditemelo). OUT, OUT, OUT!

IN: stole, foulard, pashmine... quelle che in inverno non sono sufficientemente calde da poter essere indossate ma che in autunno rappresentano decisamente un accessorio immancabile.
Adorabili quelle di Mary Cotton Couture.





OUT: giallo limone, verde pisello, rosa pesca, arancio mandarino... insomma, tutto ciò a cui riuscite ad abbinare un frutto deve sparire dal vostro armadio seduta stante.
Non potete sbagliare.

giovedì 20 settembre 2012

Aspettatevi l'inaspettabile

Lo so, lo so.
Avevo detto che sarei andata a vedere The Brave. E non preoccupatevi, ci andrò.
Solo che nel mezzo, mi sono concessa un'altra visitina cinematografica.
Sicuro ne avrete sentito parlare perchè ultimamente se ne vedono trailer, locandine e quant'altro praticamente OVUNQUE.
Sto parlando di "Cosa aspettarsi quando si spetta".
Suvvia, non storcete il naso!
La cosa che mi ha spinto ad andare a vederlo però, non è stata tanto la trama o la regia, quanto il cast: Jennifer Lopez, Cameron Diaz, Matthew Morrison, Anna Kendrick... e ho pensato che l'unione tra attori piùomeno bravi, avrebbe potuto compensare la poca originalità di una trama piùomeno già sentita.
Naturalmente, quando,a film iniziato, i mei occhi hanno incontrato per la prima volta l'affascinante figura di Chace Crawford ( e no, non sono andata a vedere questo film perchè sapevo che ci sarebbe stato lui! Sembrerà impossibile da credere, ma davvero, non ne sapevo nulla!), ho deciso nell'immediato istante che il film mi sarebbe piaciuto.
E sì, è la tipica americanata dalla risatina facile.
E sì, a tratti è prevedibile.
E sì, per alcuni versi è surreale.
Ma d'altra parte, sono sempre state queste le caratteristiche peculiari delle fantascientifiche commedie americane, no?
E' per questo che continuiamo ad andare a vederle, che continuiamo a pagare sei euro di biglietto, che continuiamo a crederci.
Fantascientifico, sì. Insomma, io non ho mai avuto un bambino, ma mi sembra improbabile che una donna incinta di due gemelle (due-gemelle!) se ne vada zampettando in giro su due tacchi dodici. Ma gliela facciamo passare, dato che la suddetta quasi-mamma interpreta la stronza-magra-perfetta.
E allora come le spieghiamo le gambe dalla circonferenza di sette millimetri di Cameron Diaz, all'ottavo mese di gravidanza? Eh, eh, eh?
Fantascienza, appunto.
Ma noi lo sappiamo perfettamente a cosa andiamo incontro quando, al botteghino, acquistiamo il biglietto per andare a vedere una commedia americana (la precisazione è essenziale!) che affronta con spirito le diverse esperienze dell'essere mamma. Noi-lo-sappiamo! Ma entriamo lo stesso.
E ci facciamo ugualmente travolgere dalla tenerezza, dall'ironia, dall'incredulità che traspare dalle diverse storie che si incrociano in poco più di un'ora e mezza.
Ah... e dall'invidia, certo (vedi stronza-magra-perfetta sopracitata).

Oh e poi ci sta Chace.
Che cavolo volete di più?


sabato 15 settembre 2012

Worse of the week

 
Tralasciando la pettinatura (cara Miley, Pink ti ha anticipato di parecchi anni, purtroppo), che sarebbe fin troppo facile da condannare, concentriamoci sull'abito.
Firmato Emilio Pucci, ampia scollatura, gioco di trasparenze.
Lungo.
Molto lungo. Troooooppo lungo.
E nero.
Cribbio, Miley, pure Mortisia Addams avrebbe avuto delle perplessità ad indossare stò vestito.
Ora, io non ho niente contro il total black, davvero.
Anzi. Snellisce, è sempre elegante, permette di non sbagliare.
Quasi sempre. Quasi sempre ma non adesso!
Ma il total black a meno di vent'anni no, cazzo.
Il total black agli MTV VIDEO MUSIC AWARD, no!
Troppo elegante, troppo serio, troppo scollato, troppo lungo.
Troppo e basta.

Ah, tutto questo... tralasciando la pettinatura.
Ma questo credo di averlo già detto.

venerdì 14 settembre 2012

Best of the week #1

Mi stuzzicava l'idea di creare una rubrica in cui racchiudere il meglio e il peggio che le principali icone di stile riescono a regalarci in una settimana.

Il mio attuale buon umore mi ha portato a decidere di iniziare con "Il meglio della settimana".
E fidatevi, questa settimana è stato fin troppo facile.
La mia fonte?
Il tappeto rosso degli Mtv Music Award 2012.





Come si fa a non premiarla? Come?
Rihanna, bellissima nel suo abito bianco firmato Adam Selman.
Bianco, ragazze, bianco.
Il fatto che il colore bianco sia un BASTARDO è un principio conosciuto da tutte ( o meglio, conosciuto da tutte le fanciulle che pesano più di dodici chili e mezzo), ma in questo caso l'effetto complessivo sembra essere assolutamente intoccabile.
Ciliegina sulla torta: sandalo nude di Manolo - ebbene sì, qui ha giocato facile.

Cercate di non odiarla... non è colpa sua.




foto: eonline.com

mercoledì 12 settembre 2012

ROMA aspetta la VFTO

Mi chiedo perchè mai si ostinino a chiamarla fashion "night" se la sfavillante serata firmata Vogue chiuderà i battenti alle 23.30.
Ma dopotutto, si tratta di un dettaglio che alle fashion girls, me compresa, proprio non interessa.
E diamo il via a questo conto alla rovescia, allora.
Da questa mattina le tastiere delle bloggers scottano.
Le vetrine tremano.
I fashion victims scorrazzano ininterrottamente per la città per assicurarsi che domani sia tutto perfetto.
La capitale freme.



La Vogue Fashion Night sta arrivando.
E noi la attendiamo a braccia aperte.